Cucine e Cuochi da romanzo, i 10 libri imperdibili!

Cucine e Cuochi da romanzo, i 10 libri imperdibili!

Libri e romanzi di cucina

Una selezione davvero speciale dei 10 migliori libri dedicati alla cucina e ai sapori.

In questo periodo di cuochi e di cucina si parla tantissimo. Un paio tra gli eventi clou del mese di giugno da ricordare:

  1. A giugno 2018 l‘Osteria Francescana dello Chef Bottura di Modena è stato nominato per la seconda volta il miglior ristorante del mondo. È a pochi chilometri da casa mia, ho avuto la fortuna di mangiare li almeno una volta e grazie allo Chef Bottura ho scoperto che la cucina è un’arte che racconta storie, le storie del territorio, della tradizione, della tecnologia, della passione e del rispetto. Mentre in questi ultimi anni lo Chef Bottura ha raccontato un’altra importante storia, quella della solidarietà. GRAZIE Chef.
  2. L’8 giugno 2018 è stata comunicata la morte del cuoco viaggiatore Anthony Bourdain. Non conosco la sua storia, ma mi sono innamorata del suo libro senza nemmeno sapere che l’autore fosse così famoso. Impressa nella mia memoria rimarrà una scena che grazie al suo modo particolareggiato di raccontare a livello sensoriale ciò che viveva, ho visualizzato nei minimi dettagli, la festa del maiale in Portogallo.

Ma ora veniamo ai libri. Per un periodo della mia vita ho letto tanto, quasi tutto, ciò che era stato scritto in merito alla cucina e ai cuochi. A me non interessano le biografie e non mi piacciono neppure tanto i ricettari classici. Mi gratificano e sollazzano molto di più i romanzi che hanno la cucina, il gusto, i sapori al centro del racconto. E quindi partiamo!

IL MIO LIBRO PREFERITO SULLE STORIE IN CUCINA

Titolo:  Amore, cucina e curry

Autore: Richard C. Morais

Editore: Neri Pozza

Trasposizione cinematografica: Amore, cucina e curry 2014

 

Un ragazzo indiano cresciuto nel ristorante di famiglia a Bombay, accompagnando ovunque la madre, vera maestra della cucina.

Da un giorno all’altro mamma se n’era andata per sempre e noi eravamo milionari.

Non è strana la vita?

L’intera famiglia (padre, nonna, zii e fratelli) si trasferisce prima a Londra e poi in Francia, fermandosi in una grande casa in campagna, di fronte ad un ristorante gourmet tradizionale Francese ad una stella Michelin. Decidono, date le straordinarie doti culinarie di Hassan, di aprire un ristorante indiano. La valigia delle spezie è il tesoro più grande che Hassan custodisce, ricordo della sua patria, delle sue origini e di sua madre.

 

Uno dei miei passatempi preferiti durante le vacanze, comunque, era accompagnare Bappu nelle sue spedizioni mattutine al Crawford Market. Ci andavo perché sapevo che mi avrebbe comprato uno jalebi, un dolce fritto a forma di spirale, fatto con dal fermentato e farina, e imbevuto in uno sciroppo dolce. Ma anche senza volerlo, assorbivo l’arte più preziosa per uno chef, quella di saper scegliere i prodotti freschi.

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“Talento” Disse con il tovagliolo davanti alla bocca.  “Il talento non si insegna. Quel ragazzetto indiano pelle e ossa possiede quel dono misterioso che capita una sola volta per generazione. Non capisce? È uno di quei rari chef che sono semplicemente nati così. È un’artista. Un grande artista”.

Come avete notato di questo libro è disponibile anche il film, molto bello, coinvolgente e ben fatto. Come al solito però, vi consiglio prima di leggere il libro e di lasciare che sia la vostra immaginazione a creare il vostro film personale e poi gustatevi anche il film.

UN LIBRO VIAGGIO GASTRONOMICO DI UN CUOCO SPECIALE

Titolo: Il viaggio di un cuoco

Autore: Anthony Bourdain

Editore: Feltrinelli

(La mia edizione, quella della foto è piuttosto vecchia, ora hanno modificato un po’ la copertina, ma niente paura, il contenuto è lo stesso!).

Confesso subito che non ho letto per ora il  best seller di Bourdain Kitchen confidential, ma come accennavo nell’introduzione, questo libro l’ho amato e mi è rimasto nel cuore per le atmosfere e le descrizioni vivide e sensoriali che fa.

Adesso l’avevano ribattezzato Le Bistro e lo avevano decisamente tirato su di tono. C’erano candele e tovaglioli sui tavoli, alle pareti color pastello erano appesi quadri che raffiguravano battelli per la pesca delle ostriche, e i mobili non traballavano più. Ma la zuppa di pesce era la stessa: scura, con pezzetti di pesce e fragrante zafferano, aglio e anice. Proprio come ricordavo, era accompagnata da piccoli crostini fritti, formaggio Gruvyere grattugiato e una scodellina di maionese all’aglio e pepe. Era deliziosa.

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La zuppa venne servita in una bellissima ciotola di ceramica: il suppon-dofu era una tartaruga dal carapace morbido in pudding all’uovo, con cipolle verdi e brodo di tartaruga. Affrontai quella facilmente, inclinando correttamente la scodella, come mi venne confermato dall’assenza di risolini e di sguardi al pavimento. La portata successiva, invece, mi causò seri problemi: se ehi, aragosta grigliata, ma con guscio. Fissai disperato la bestia, con tutte quelle sottili zampine. Perfino la polpa della coda resistette ai miei primi timidi tentativi di liberarla da guscio. Una geisha mi venne in soccorso. Usando i propri bastoncini, ripulì perfettamente l’aragosta e la disposte con eleganza davanti a me in pochi secondi.

RICETTE E RACCONTI DI SAPORI E DI MARE

Titolo: Zenzero e nuvole

Autore: Simone Perotti

Sottotitolo: Manuale tascabile di nomadismo letterario e gastronomico

Editore: Bompiani

Simone Perotti è anche uno skipper, oltre che formatore e comunicatore aziendale. Adora cucinare e da lui ho imparato che lo zenzero può essere spesso sostituito all’aglio in quasi tutte le ricette.

Grazie a questo libro lo zenzero ha iniziato a comparire nella mia cucina ancor prima che diventasse di moda abbinato alle ricette detox.

Ogni capitolo del libro inizia con una storia e si conclude con una ricetta. Credo sia il libro perfetto da leggere in vacanza. Al mattino, puoi alzarti con calma, leggere una bella storia ancor prima di alzarti da letto e poi  se ti viene voglia di prepare qualche ricetta descritta nel libro, hai il tempo e la spensieratezza per dedicartici in tranquillità.

Fate attenzione ai compagni di tavola. È il cibo più afrodisiaco che esista. Si sconsigliano anche le corse in aeroporto dopo pranzo. A meno che non sia per fuggire.

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Nella consistenza tremula che distingue ogni petto di pollo mi sembra sempre di riconoscere il fremito di quel ventre, e da quel particolare mi viene di risalire a tutta l’immagine del momento, e all’ansia che mi teneva, in quella sera ariosa in cui partire mi era sembrato impossibile.

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È un piatto simpatico. Implica ed evoca l’appetito. Si presta ad aggiunte e a sottrazioni, a seconda che l’empito dell’amore vi abbia reso didascalici o trascendenti. È ideale per chi viaggia, ma prima o poi si ferma. Magari a Todi, vicino alla basilica del Bramante, in un giorno di festa.

 LA TRUFFA, NON È UN LIBRO DI CUCINA

Titolo: L’eleganza del riccio

Autore: Muriel Barbery

Editore: edizione e/o

Trasposizione cinematografica: L’eleganza del riccio

Ho intitolato questa parte la truffa perché vi sto truffando a inserire questo libro  qui, è un testo che non ha proprio a che vedere con la cucina, ma tratta lo stereotipo della cucina e il gusto per il buon cibo in modo eccezionale.

La portinaia di un elegante palazzo parigino che finge  di essere sciatta, teledipendente e trascurata, mentre dietro la porta di casa legge Marx e mangia filettini di triglia …

“E perché no, perché no” mi dico, tirando fuori dalla sporta la fetta di polmone di vitello per il gatto e riesumando poi, più in basso, ben incartati in una busta di plastica anonima, due filettini di triglia di sabbia che ho intenzione di lasciar marinare e poi cuocere in un succo di limone profumato di coriandolo.

Ed è in questo momento che accade qualcosa.

Dalla sua postazione privilegiata Renè osserva la vita dei condomini, tra cui anche una dodicenne geniale, brillante e sveglia figlia di un ministro ottuso.

In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domai finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea.

 

IL ROMAZO DEL CRITICO CULINARIO

Titolo: Estasi Culinarie

Autore: Muriel Barbery

Editore: edizione e/o

Siamo sempre nel palazzo, teatro degli avvenimenti raccontati nel romanzo L’eleganza del riccio, ma a casa di un critico gastronomico, monsieur Athens. Avete per caso visto il cartone animato Ratatuille? Ecco, a me il protagonista ricorda tanto il critico di quel geniale cartone animato. Il despota cinico ed egocentrico che nella sua penna ha un potere smisurato. (Scusate, ho fatto ricerche più approfondite e pare che il cartone animato sia stato ispirato proprio da questo romanzo… ecco, dopo dieci anni circa, l’ho scoperto. Meglio tardi che mai!).

Un dialogo a distanza tra il critico e le sue vittime, dove anche la portinaia dalla doppia vita dice prende la parola per esprimere i disappunto sull’amaro mondo delle stelle e delle critiche gastronomiche.

Il punto non è mangiare ne vivere, è sapere perché. Nel nome del padre, del figlio e del bignè, amen. Muoio.

LA TRADIZIONE IN CUCINA CONDENSATA IN UN LIBRO

Titolo: La cucina del cuore

Sottotitolo: La filosofia e el ricette di un Grande Chef

Autore: Alfonso Iaccarino

Editore: Mondadori

Un bel racconto della storia e della filosofia alla base della cucina di un grande chef e qualche sua ricetta che non guasta mai!

Un buon pasto non accompagnato da un vino adeguato è come una giornata di piena estate senza sole. Vorrebbe spuntare tra le nubi, per rendere la giornata perfetta. Ma non lo fa. E così noi perdiamo una fetta di piacere. Il piacere è equilibrio perciò, così come mangiare in maniera smodata è sintomo di un approccio insano al cibo, allo stesso modo bere per assumere alcol non ha niente a che fare con la gradevole sensazione che un buon vino esalti il gusto di un piatto sapientemente preparato.

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Crescono così come chef e come uomini, i miei ragazzi, svegli, in gamba, tecnologizzati, eppure certe volte si perdono in un bicchier d’acqua. Sanno magari fare mirabilia col computer, ma se gli chiedi di ridurre a quattro una ricetta per dodici persone, non hanno occhio, hanno bisogno della calcolatrice. E invece non si può sempre appoggiarsi a una macchina: un cuoco deve avere intuito, fantasia, non fare i “ritocchi digitali” ai piatti. Deve saperli rendere migliori con le sue mani. Dico spetto: “Guagliù, coi sapete andare sulla luna e poi non siete capaci di andare in bicicletta…”.

LA CUCINA DEL GIAPPONE NON È SOLO SUSHI

Titolo: Il Giappone in cucina

Autore: Graziana Canovoa Tura

Editore: Ponte alle grazie

Adoro il Giappone anche se per varie vicissitudini non ci sono mai stata per ora. Non poteva mancare un focus sulla cucina Giappone e questo libro è un saggio sulla cultura gastronomica giapponese unito ad un ricettario. Qui non ci sono solo descritte le ricette, ma anche i cibi, le stoviglie, la loro storia e la cultura alla base dei piatti. Chi vuole affrontare la cucina giapponese non può prescindere dalla sua cultura e dalla sua storia, e qui ragazzi avete un manuale veramente completo e semplice. Buon divertimento!

L’oden è una spercie di ministrone molto popolare, che si può preparare in casa o anche trovare in alcuni ristoranti, ma di solito viene venduto per strada. Nelle fredde serate d’inverno è ancor oggi possibile vedere le tipiche fatai, bancarelle a ruote, coperte da un piccolo tetto e riparate da corte tende chiamate none, dalle quali si alza il vapore della cottura. Si consuma sempre accompagnato da senape, oggi per abitudine, ma una volta perché il potere antibatterico della senape controbilanciava le scarse condizioni igieniche in cui un buon open veniva cucinato sulle bancarelle in epoca Edo.

LA RICERCA TRA LE CUCINE DEL MONDO

Titolo: Il sapore perfetto

Autore: Jose Mauel  Fajardo

Editore: Guanda

Ho ordinato questo libro in una piccola e storica libreria nel centro di Cattolica, il proprietario era il classico libraio burbero con un cane alto poco meno di lui, con molti più capelli, ma dello stesso colore brizzolato. Quella libreria era per me un angolo di antico paradiso, il tappeto per terra, gli scaffali in legno massiccio, un tavolone centrale ricoperto con un’accurata selezione di libri, un soppalco dal quale si intravedeva un contrabbasso e una tromba… pochi i best seller in voga del momento, tante nuove idee e titoli a me sconosciuti. Peccato che ora non ci sia più.

Sono entrata cercando questo libro di cui avevo letto una bella recensione, non era in libreria, ma il libraio ha cercato sul computer, ha letto accuratamente la scheda e oltre ad ordinarlo per me, ne ha ordinate un paio di copie per la libreria, ringraziandomi per l’interessante suggerimento.  A lui questo testo era sfuggito probabilmente.

Il viaggio di un cuoco spagnolo tra le cucine del mondo. Romanzo, cucina, sapori, cultura. Una splendida lettura che stimola le papille gustative.

La vera cucina comincia da lì, dal mercato, nel saper trovare i prodotti migliori. E nell’evitare di fotterli subito dopo, come diceva La Regina.

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Un semplice pezzo di pane, meglio se era la parte finale della pagnotta, a cui si toglieva la mollica. Nel buco si versavano dell’olio e un pizzico di dale o di zucchero, a seconda dei gusti e del momento. Poi si rimetteva dentro la mollica, lasciandola inzuppare per bene, e si mangiava come se fosse un panino imbottito. Niente. Pura illusione. Ma quanto era buono.

UN LIBRO DI SPERIMENTAZIONE E TRADIZIONE IN CUCINA

Titolo: L’ingrediente segreto

Sottotitolo: La filosofia e le passioni di un grande maestro del gusto

Autore: Heinz Beck

Editore: Mondadori

 

Cucina. Per me è un acronimo: Come Unire Comunicazione, Incantamento, Natura e Armonia.

Cucina è interpretazione, storia, filosofia dei sapori, follia ordinata e rigore mediterraneo.

Cucina è vita. La mia. Che gusto a piccole, intense dosi. Per assaporala tutta.

Cucina è il gusto, il sapore, la memoria, il piacere, la partecipazione di tutti i sensi.

Cucina, per me, è un frammento dell’universo in un piatto. Ho tutto il mio mondo in un rettangolo di porcellana che misura 24 centimetri per 28. Il riassunto di ciò che sono stato, ciò che sono e ciò che sarò. La mia storia non solo di chef, ma anche di uomo, visto che alla cucina ho dedicato i miei sforzi, le mie ore, il mio calendario, la mia vita.